"Niente di più mite arrivi... per farsi giorno"
Tecnica mista su tavola (cm 90 x 130)
 
"Marta Mangiabene, senza dubbio, si inserisce nella koinè figurativa di questo inizio secolo, con un'arte levigata da un lessico ed una sintassi di grande semplificazione, in cui si esalta il valore iconologico dell'immagine che, per squadro volumetrico, va ad innestarsi in una perfetta valenza anatomica che raggiunge una naturale ed armonica panicità con il fondo [...] dove il profondarsi dello spazio è dato dal degradare quasi monocromo talvolta, dell'ocra fino ai colori più selenici delle figure che, in alcuni casi, giungono ad un azzurrarsi impercettibile in valori di luce-spazio, nella puntualizzazione dell'humus poetico dell'animo della Pittrice."

Lia Bronzi
F9
   
 
"Smarrimento
 Tecnica mista su tavola (cm 90 x 70)
 
"La lotta continua tra i ricordi del passato e le passioni del presente caratterizza spesso le figure dipinte. Queste ultime, però, cercano di aggrapparsi con forza alle emozioni del momento corrente, come in questo caso, dove la donna dà le spalle ai suoi silenzi, pur non dimenticando mai dove essi sono riposti."

Giovanni Faccenda

10
   
 
"Un po' di rosso... un'onda d'oro... il cielo al mattino"
 Tecnica mista su tavola (cm 120 x 100)
 
"...il curioso e suggestivo effetto per cui, fra figura e fondo, v'è un tramite invisibile ma distinto, un fasciarsi delle forme sullo sfondo sicchè il tutto appare immerso nell'iride di una ferma pioggia cromatica, ottenuta - ecco la segreta alta perizia anche tecnica - per via di sfumati progressivi, ricchi e complicati, che conferiscono una magia d'irrealtà, fra emozione e visionarietà. E qui, quella che pure abbiamo chiamata una "pittrice della carne", approda ad un'intenzione segreta di "non finito", a un baluginare di atmosfera senza tempo..."

 Pier Francesco Listri

9
   
“Nel tentativo di guardarsi dentro”
 Tecnica mista su tavola (cm 80 x 100)
 
"...Dunque anche i titoli della Mangiabene devono possedere una funzione, malgrado opere così formalmente compiute come le sue sembrerebbero non avere davvero bisogno di altro al di fuori di se stesse. Cosa devo sapere di più per ammirare la sapiente artigianalità e comprendere appieno l'evidenza di dolci, sensuali corpi femminili che parlano per proprio conto, definiti da un disegno solido e da morbide lumeggiature all'interno di dominanti cromatiche calde, veri e propri emblemi dell'amore, apparentemente sempre disponibili a ricevere affetto? Forse niente, ma la Mangiabene vuole comunque ricorrere al potere di suggestione della parola per coinvolgerci maggiormente nelle sue celebrazioni dell'eterno femminino..."
 
Vittorio Sgarbi
11
   
“L'inganno”
 Tecnica mista su tavola (cm 80 x 60)
 
"Così a poco a poco, si entra in quella sfera della sua pittura abitata da incantevoli donne perse in pensieri che sottintendono il maggior impegno con la vita. Sguardi pensosi e fissità di occhi adombrano interni in cui qualcosa è stato o è sul punto di essere: dimenticare, talvolta, diventa esercizio privilegiato in una solitudine scelta come protezione da (altri) possibili oltraggi."

Giovanni Faccenda

 
FF
   
“La cura”
 Tecnica mista su tavola (cm 120 x 80)
 
"La cura dei nostri silenzi, la cura di un tramonto e di tutto ciò di cui ci siamo dimenticati, la cura delle nostre emozioni e di quelle altrui, la cura del dolore e di chi lo combatte, la cura di un giorno di festa perchè ci dia la forza e la speranza."
 
Marta Mangiabene
 
LC
   
"...E l'angelo arrivò per donarmi conforto e protezione”
Tecnica mista su tavola (cm 120 x 180)
 
“L’opera poetica di Marta Mangiabene va contemplata in silenzio, in punta di piedi. Nonostante il baluginare di colori brillanti, vividi, impetuosi, lo spettatore di fronte ai suoi quadri non può far altro che cogliere l’assoluto senso di candore e purezza estatica delle figure. Figure femminili impalpabili, eppure limpide, oniriche e così raccolte da precipitare l’osservatore in un’atmosfera interiore sospesa, mistica...”
 
Italo Tassinari
 
FF6
   
"Antico mistero"
 Tecnica mista su tavola (cm 80 x 90)
 
“...La sua pittura suscita nell’osservatore forti complicità di spiriti moderni (la nervosa sonnolenza, l’inquieto torpore dei nudi e certi volti femminili), ma anche echi sottili, quasi di pompeiana classicità, nelle ‘ingresiane’ spalle nude da odalische spesso viste di schiena dallo spettatore, in certi fastigi di chignon che inalberano o ricordano pittoriche eroine cinquecentesche.”

Pier Francesco Listri

FF7
   

"Come un fiore di montagna"
 Tecnica mista su tavola (cm 90 x 60)
 
"Una giovane donna che, come un fiore di montagna, si mostra allo spettatore in tutta la bellezza della propria unicità, senza nascondere o dissimulare quello che è il suo volto fragile. Un velo impalpabile di tristezza copre gli occhi; una mano è portata alla bocca quasi per nascondersi, mentre l'altra cinge la vita come per difendersi. La solitudine di questo momento le permette di riflettere, di ritirarsi nei suoi pensieri, di meditare su quello che è stato o dovrà succedere."
 
Giovanni Faccenda
 
FF8